Durante i primi mesi di vita il cane impara dalla madre e dai conspecifici la vasta gamma di segnali di comunicazione: i movimenti, le posture, la mimica facciale, nonché le sfumature del linguaggio stesso (velocità di esecuzione e ripetizione del segnale). Queste competenze acquisite sono fondamentali per una comunicazione corretta durante le interazioni sociali.
Il cane, prima di arrivare allo scontro diretto, invia una serie di segnali il cui fine è quello di interrompere l’interazione o chiedere distanza: un cane a disagio (preoccupato o spaventato da un’interazione troppo invadente) può iniziare a sbadigliare, leccarsi il naso, volgere prima la testa e poi il corpo dal lato opposto all’interlocutore, dare la zampa, spostare all’indietro le orecchie, accucciarsi portando la coda sotto l’addome, assumere una postura sdraiata o, meglio ancora, allontanarsi.
Ma se tali segnali non vengono colti o il cane non può allontanarsi, può iniziare ad irrigidirsi, ringhiare, pizzicare e mordere.
Alcuni cani possono, invece, mostrare da subito un comportamento molto assertivo assumendo una postura alta e rigida: se il messaggio non viene colto possono ringhiare, pizzicare e mordere.
Durante gli incontri con i conspecifici, specie se sconosciuti, il cane può mettere in atto con più frequenza questi segnali, che vengono chiamati segnali di calma o pacificazione.
Le funzioni di questi segnali sono principalmente due:
- indicare le intenzioni pacifiche di chi li emette (“stai tranquillo, volevo solo giocare”)
- manifestare un stato di disagio (“non mi piace questa situazione, andiamo via?”)
I due obiettivi spesso sono contestuali: il cane emette segnali di calma per pacificare l’altro perché probabilmente non si sente a suo agio e vuole allentare la tensione.
È molto importante riconoscere i segnali che esprimono il disagio del cane in modo da tutelarlo da esperienze particolarmente negative che potrebbero spingerlo ad aggredire altri cani o persone per paura o irritazione.
Attenzione: Le persone, soprattutto i bambini, utilizzano il contatto per mostrare affetto, spesso abbracciando il cane, il quale potrebbe vivere con disagio questa vicinanza forzata, arrivando a mostrare comportamenti di aggressione.
Infatti, l’abbraccio è un segno d’affetto solo per noi primati mentre il cane lo interpreta quasi sempre come un segnale competitivo!Come esseri umani prediligiamo la comunicazione verbale, spesso abusandone in modo ridondante o senza badare al tono e al timbro della nostra voce.
Spesso, richiediamo una cosa al cane comunicando con il body language l’esatto opposto!
Per esempio, come richiamiamo il cane quando lo si vuole invitare a seguirci? Quasi sempre ci poniamo frontali indicando quindi, con la postura, la direzione opposta a quella dove vorremmo andare!
Oppure lo richiamiamo mille volte arrivando magari ad usare un tono di voce perentorio.
Si provi, invece, ad assumere una posizione ruotata verso la direzione dove si vuole andare e ad usare un tono di voce giocoso e invitante.